gigantomastia ipertrofia mammaria

La gigantomastia (o ipertrofia mammaria) è una condizione rara che provoca una crescita eccessiva del seno femminile.

Che cos’è la Gigantomastia?

La gigantomastia è una crescita eccessiva del seno e può verificarsi in modo casuale. Cii sono casi però in cui la pubertà, la gravidanza o l’assunzione di particolari farmaci sono la causa scatenante. Per essere considerata gigantomastia il seno deve raggiungere i 4,5 kg per singola mammella. Nei casi più gravi la mammella può arrivare ad un peso superiore ai 10 kg.

Questa condizione è stata riscontrata soltanto in pazienti di sesso femminile. Nonostante questo, la causa esatta della gigantomastia è ancora sconosciuta.

La soluzione consigliata è un intervento per rimuovere il tessuto in eccesso. Questo avviene con una mastoplastica riduttiva o persino una mastectomia.

Quali sono le cause della gigantomastia?

Come detto in precedenza non è conosciuta l’esatta causa della gigantomastia. Ciò nonostante si pensa che giochi un ruolo fondamentale una sensibilità agli ormoni femminili come la prolattina o gli estrogeni. Ci sono comunque casi in cui la gigantomastia si presenta senza alcuna causa apparente.

Conseguenze della ipertrofia mammaria

Si tratta di una condizione benigna e non comprende la presenza di cellule cancerose. Comunque una crescita eccessiva del tessuto mammario di uno o di entrambi i seni può portare ad avere diversi disturbi.

La perdita di sensibilità del capezzolo o l’insorgenza di infezioni o ascessi sono problemi correlati ad esso. Come il prurito, l’arrossamento o il prurito nella parte sopra o quella sotto del seno. Alcuni di essi sono dovuti al peso eccessivo. Infatti una cattiva postura e il dolore della schiena sono direttamente riconducibili al peso che il corpo deve subire.

La gigantomastia o ipertrofia mammaria, può portare anche a problemi psicologici e sociali. Avere un seno troppo grande può portare molte donne a non essere a proprio agio nel loro corpo, soprattutto nel caso di adolescenti nell’età dello sviluppo. Questo comporta un cambio delle proprie abitudini: evitare lo sport, cambiare modo di vestirsi o semplicemente trovare difficoltà nelle azioni quotidiane.

Quali tipi di gigantomastia esistono?

Esistono diversi tipi di gigantomastia e si distinguono in base all’evento scatenante della condizione.

  • La gigantomastia gestazionale si verifica durante la gravidanza. Si pesa sia collegato agli ormoni della gravidanza e si manifesta attorno al primo trimestre. Ha una frequenza compresa tra 1 su 28.000 a 1 su 100.000 gravidanze.
  • La gigantomastia nell’età della pubertà è chiamata anche ipertrofia mammaria virginale. Si verifica nel periodo in cui si sviluppa il seno probabilmente a causa degli ormoni sessuali. La maggior parte dei casi registrati di gigantomastia sono di questo tipo.  A volte però non è evidente in quanto è possibile che il seno cresca in modo uniforma negli anni fino ad arrivare ad un volume enorme.
  • La gigantomastia indotta da farmaci si verifica dopo l’assunzione di particolari medicinali. Più comunemente è causata dalla D-penicillamina, utilizzato per trattare l’artrite reumatoide e altre malattie.
  • I casi in cui non viene riscontrata nessuna causa scatenante apparente vengono classificati come come gigantomastia idiopatica.

Trattamenti per la ipertrofia mammaria

Il trattamento per la gigantomastia mira a trattare eventuali ulcere, infezioni e altre complicazioni. Non esiste un trattamento standard per questo problema e si valuta come procedere caso per caso.

In alcuni casi l’ipertrofia mammaria tende a svanire da sola, specialmente nei casi in cui è indotta da uno stato di gravidanza. In questi casi dopo il parto la paziente ritornerà al suo stato fisico originario.

Risolvere la gigantomastia con Mastoplastica riduttiva

Nella maggior parte dei casi la procedura consigliata per chi soffre di gigantomastia è una riduzione del seno (o mastoplastica riduttiva). Durante questa operazione il chirurgo andrà a ridurre la quantità di tessuto mammario tramite l’asportazione. Successivamente riposizionerà il capezzolo e l’areola per donare al seno un aspetto naturale.

L’intervento avviene sotto anestesia e la durata varia da una a quattro ore. In alcuni casi non è consigliato sottoporsi ad una mastoplastica. Se una paziente ha da poco partorito, l’operazione può essere fatta solo al termine del periodo di allattamento. Per le pazienti nell’età adolescenziale bisogna attendere fino al termine dello sviluppo. Questo perché il seno potrebbe continuare a crescere anche dopo l’operazione rendendo vana l’asportazione del tessuto.

Mastectomia

Un’altra soluzione è la mastectomia. Questa procedura comporta la completa asportazione del tessuto mammario. Dopo di che verranno impiantate delle protesi per sostituire il seno naturale. In questo caso il tasso di recidiva è molto più basso rispetto alla mastoplastica. Tuttavia la maggior parte delle pazienti non sarà più in grado di allattare dopo la mastectomia.

Ovviamente prima di prendere in considerazione queste due soluzioni è bene discuterne con il proprio medico o chirurgo per capire vantaggi e rischi che comportano.

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